Lassù sulle montagne sventola bandiera nera: è morto un partigiano…

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“Assistiamo a un revisionismo reazionario che apre la strada alla democrazia autoritaria, da noi e nel resto del mondo. Uno di quei cicli storici che dimostrano che anche la libertà ha le sue stagioni.[…] C’è stata una mutazione capitalistica, una rivoluzione tecnologica di effetto obbligato: ricchi sempre più ricchi, poveri sempre più poveri ed emarginati. È questa la ragione di fondo per cui la Resistenza e l’antifascismo democratico appaiono sempre più sgraditi, sempre più fastidiosi al nuovo potere. Padroni arroganti e impazienti non accettano più una legge uguale per tutti, la legge se la fabbricano ad personam con i loro parlamenti di yes-men.”

Giorgio Bocca

Indignatevi! – Stéphane Hessel

“Ai giovani dico: guardatevi attorno, e troverete gli argomenti che giustificano la vostra indignazione, il trattamento riservato agli immigrati, ai sans papier, ai rom. Troverete situazioni concrete che vi indurranno a intraprendere un’azione civile risoluta.
Cercate e troverete!”

Per come la vedo io, non si recensisce un pamplhet, quindi annuncio che questa non è una [singlepic id=268 w=200 h=316 float=left] delle mie solite recensioni, è solo un invito alla lettura di queste poche pagine scritte da Stéphane Hessel, un invito a riscoprire il gusto della Libertà e per la Libertà. Ad ascoltare con la mente aperta le parole di un partigiano francese di 93 anni, di un uomo che ha combattuto per un ideale di fratellanza, giustizia e verità, che ha partecipato alla stesura della “Dichiarazione Universale dei Diritti Umani“. Ascoltare per ricordarci da dove veniamo, attraverso quali lotte ci siamo arrivati e perché dobbiamo continuare a Resistere contro chi vuole sottrarci i nostri diritti.

Resistere è creare. Creare è resistere.

Buon 25 Aprile 2011!

Buon 25 Aprile!

httpv://www.youtube.com/watch?v=Kyj2N4uYOk0

“Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.
Ma soltanto col silenzio dei torturati
più duro d’ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA”

Monumento, di Piero Calamandrei