Eugenio Bennato – Paleariza – Vua

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La taranta è il profondo sud
è quella musica che tu
all’ìmprovviso sentirai
è il ballo che non finisce mai
è il passo che dovrai imitare
per liberarti del male d’amore
così ballando meridionale
comme na taranta ca te pizzica lu core

Taranta Power, Eugenio Bennato

Il Parto delle Nuvole Pesanti – Paleariza, Palizzi Superiore

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I tuoi occhi è un luogo della mente
Passa il fiume e non rimane niente
Sulla spiaggia ci sono le rose
Se le guardo non sono più rose
Sotto il cielo che non ride mai
Mi aspetterai cantando

Onda calabra
In doichlanda
Und die kleine
Und die spiele
Und die arbeit

Onda Calabra, Il Parto delle Nuvole Pesanti

Concerto strepitoso de “Il Parto delle Nuvole Pesanti” nel contesto della manifestazione Paleariza 2011, una gran bella serata di musica e divertimento. In coda qualche altra foto del concerto.

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Trekking a Bagaladi

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Il promesso, ma non so mai quanto atteso, resoconto di trekking. Una simpatica passeggiata per Bagaladi nel contesto della manifestazione Paleariza (http://www.paleariza.it/trekking.html) attraverso i suoi uliveti e alla ricerca dei monasteri basileani, dei quali non c’è traccia… o meglio dei quali la traccia più ingombrante è nel programma. In effetti si può arrivare nelle zone in cui erano costruiti, ma l’alzamento del terreno ne ha coperto ogni traccia, tuttavia è valsa la pena della camminata che si è trasformata in una pseudo scampagnata mangereccia a base di more di rovo e more di gelso… [singlepic id=159 w=190 h=127 float=left] intercalando il tutto con una visione dello splendido passaggio, accompagnata da un meraviglioso odore di menta e dal tentativo di levarsi il rosso delle more dalle mani… un’impresa epica finché non ci hanno detto che con una foglia e una mora non esplosa si poteva fare in modo agevole, quasi pulito [singlepic id=157 w=190 h=127 float=right], una bella passeggiata per riscoprire una terra a partire dai suoi sapori. A proposito di sapori c’è stato sul finale, dopo le quattro canoniche ore di passeggiata, il ben accolto apporto di un simpatico, quanto buono, gelato all’olio d’oliva, che al di là del primo impatto bizzarro dovuto all’accostamento si è mostrato veramente buono:
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In finale, un’esperienza simpatica, piacevole e soddisfacente, se dovessero saltar fuori i fondi per la zona e il recupero dei monasteri sarebbe cosa buona, un bel pezzo di storia riportato in un paesaggio meraviglioso, tutto da gustare! Si conclude con una foto, non so quanto indecente, del gruppo di camminatori-gastronomici, perdonateci, ma dopo una scarpinata si è sempre un po’ devastati =)

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Marzouk Ensemble – Palizzi Superiore

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Segue il sontuoso suono mediterraneo di Marzouk Ensemble. Il gruppo guidato dal virtuoso polistrumentista tunisino Marzouk Mejri presenta un affascinante incrocio fra la musica malouf e le nuove composizioni, fra l’ancestrale suono della mezzoued e timbriche che ricordano il rai.

Un ensemble di virtuosi che ha movimentato la serata portando gli ascoltatori a fare un viaggio sulle acque del Mediterrano. Un ritmo travolgente e appassionante. Un rinnovato esempio di cosa accade quando le culture si mischiano e le suggestioni di altre terre ci trascinano lontano e ci portano un poco più in alto.

Grecanica! – Paleariza – Chora tu vua

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La traccia principale di quest’anno è dedicata agli antichi strumenti calabro-greci e al sonu a ballu. Si tratta come sempre di un’occasione da non perdere per gli amanti del suono più usu anticu. A seguire, come oramai consuetudine, il Ballu di lu Camiddu a cura di Mimmo Vazzana accompagnato dalla Banda di Bova. Serata in collaborazione con il Museo dello Strumento Musicale di Reggio Calabria.

Nella foto c’è Leone Romeo che all’augusta età di 97 anni si lancia nella musica col suo tamburello. Questo simpatico, geniale, coinvolgente signore ha compiuto, prima di iniziare a suonare, una cavalcata della storia italiana, una rivisitazione dei suoi momenti, di cosa vuol dire essere italiani, guidandoci in una meditazione sullo smantellamento dello stato che stiamo vivendo. Come ha fatto  lui questa sera voglio ricordare una terzina della Commedia di Dante che rievocata in quel momento, con quell’enfasi e quel coinvolgimento mi ha trasmesso un brivido. Una scarica che è partita dalla spina dorsale fino a farmi drizzare i capelli in testa.

“Or ti piaccia gradir la sua venuta:
libertà va cercando, ch’è sì cara,
come sa chi per lei vita rifiuta.”

Commedia, Purgatorio, Canto Primo, vv. 70-72.

Ecco una lezione sulla libertà che, di questi tempi, non va dimenticata.

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