Angelo Branduardi – San Carlo – Paleariza

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Non c’è più vento per noi
tempo non ci sarà
per noi che allora cantavamo
con voci così chiare
Non c’è più tempo per noi
vento non ci sarà
per noi che abbiamo navigato quel mare così nero
Ma se la vita è tempesta, tempesta allora sarà.

La Tempesta, Angelo Branduardi

Ecco l’ultimo concerto dell’estate 2011. E pure questa è fatta, cioè, anche quest’anno è andata. Ora ci si comincia a preparare per il rientro al fronte. Sangue, sudore e tempeste, per altri otto mesi di puro delirio. Il concerto è stato carino, non ha fatto quello che aveva messo in programma … aveva venduto un Branduardi canta Yeats, ma è finita in Branduardi canta Francesco e qualcuno dei suoi classici. Un concerto, comunque, piacevole. In coda qualche altra foto del concerto.

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P.S. Complimenti, come al solito, per l’organizzazione del Paleariza. Anche quest’anno non hanno deluso le aspettative.

Il Parto delle Nuvole Pesanti – Paleariza, Palizzi Superiore

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I tuoi occhi è un luogo della mente
Passa il fiume e non rimane niente
Sulla spiaggia ci sono le rose
Se le guardo non sono più rose
Sotto il cielo che non ride mai
Mi aspetterai cantando

Onda calabra
In doichlanda
Und die kleine
Und die spiele
Und die arbeit

Onda Calabra, Il Parto delle Nuvole Pesanti

Concerto strepitoso de “Il Parto delle Nuvole Pesanti” nel contesto della manifestazione Paleariza 2011, una gran bella serata di musica e divertimento. In coda qualche altra foto del concerto.

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Senzaterra – Palizzi Marina

“Se un batterio osservasse e studiasse l’unghia di un uomo, potrebbe crederla sostanza inorganica. Allo stesso modo noi, osservandone la crosta, consideriamo sostanza inorganica il globo terrestre. Ed è sbagliato.”

Lev Tolstoj

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Senzaterra in concerto a Palizzi Marina, serata piuttosto simpatica, bella musica e la bizzarria di sentir cantare in romanesco in quel di Calabria.

Per chi fosse interessato il link di Myspace de i “Senzaterra”: http://www.myspace.com/senzaterramusic

Piccola Banda Ikona – Chora Tu Vua (Bova)

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“Un viaggio affascinante tra i suoni e le culture del Mediterraneo alla ricerca di un linguaggio musicale e lirico che unisca tanti popoli diversi che si affacciano sullo stesso mare.”

Salve a tutti,

Eccoci a commentare un vecchio/nuovo evento. Anche quest’anno ecco la prima serata dell’iniziativa Paleariza (antiche radici) a cui ho preso parte. Questa volta un geniale, quanto bravissimo, gruppo: “La Piccola Banda Ikona” ha allietato la serata nella splendida cornice di Chora Tu Vua. Il gruppo ha presentato una serie di canzoni nelle lingue, per meglio dire in una commistione linguistica, dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Mischiando in maniera sapiente tra loro le lingue, di popoli anche rivali, la Piccola Banda ha mostrato i segni di una coesione culturare che è diventata possibile e che ha trovato nella musica, nel canto, il suo momento fondante. Una bella dimostrazione di cosa accade quando culture diverse si incontrano e si fondono.

“Pis trechi glìgora de thorì tìpote”
(Chi va veloce non vede nulla)

PENTAX Image

Concludo con la trascrizione di un’insegna di Chora Tu Vua che riporta una poesia in dialetto.

Supra la testa mia lucia la luna:
supra a li pedi mei chiangia lu mari.
Spuntavanu li stiddi ad una ad una
parianu li candili di l’artari.

Passavanu du barchi pari pari:
lu me’ distinu cu la mea furtuna
Fermativi, firmati o marinari!
Chi fazzu sulu sidda m’abbanduna?

Ntisi na vuci ianca e fina fina:
-l’unda la leva comu la portau,
Chiamai di novu. Nuddu rispundiu:

Dintra a lu pettu si rumpiu na vina:
lu cori fici forza e mi juntau:
l’unda si fici russa… e lu nghiuttiu.

Napoleone Vitale