Sesquicentenariamo: pensosamente sotto un cielo di guai.

[singlepic id=255 w=399 h=285 float=center]

 

Lo stralcio di lettera seguente è datato 1860, scritto da Alessandro Manzoni all’amico Emilio Broglio. Circolava la voce di una sua possibile nomina a senatore del neonato Regno d’Italia.

A Emilio Broglio,

[…]ora, se mi cadesse sul capo questa sventura, io mi troverei nell’insopportabile posizione di non potere né accettare né ricusare. Ricusare un onore che è anche un nobile dovere, a cui mi chiamasse quel Re, quel Governo, in cui sono concentrate tutte le mie affezioni e la mia riconoscenza come italiano, come suddito e come privato cittadino, sarebbe davvero étonner le monde avec l’excès de mon ingratitude. D’altra parte, accettare è un’assoluta impossibilità. Lascio stare che a 75 anni viaggiare, mutare domicilio e abitudini, separarsi da una moglie inferma e da una famiglia che non potrebbe seguirmi, non è cosa di poco momento. Ma v’ha di peggio. Di parlare, in Senato, non è nemmeno il caso di pensarci, giacché sono balbuziente, e tanto più quando son messo al punto; sicché farei, certamente, ridere la gente alle mie spalle soltanto a dovere rispondere, lì per lì, alla formula del giruamento, giu…giu…giuro! Andare in Senato anche per tacere, è già una grossa difficoltà per un uomo, che, da quarant’anni, in causa di attacchi nervosi, non osa mai uscir solo di casa sua. […] Resterebbe il terzo partito di non ricusare e poi non andarvi; ma chi non vede che cotesta sarebbe una posizione falsa e poco degna, e verso il Re e verso il Paese, e verso il Governo e verso me stesso; […]

A. Manzoni, Lettere

Un ricordo di quando gente come Alessandro Manzoni, pensava di non essere adatta e in grado di sedere nel Senato. Certe cose dovevano cambiare per forza. I grassetti nel testo, ovviamente, sono miei. Buon sesquicentenario!

Notte della ricerca – Osservatorio astronomico Monte Mario

[singlepic id=81 w=304 h=406 float=center]

“Non era vinto ancora Montemalo
dal vostro Uccellatoio, che, com’ è vinto
nel montar sù, così sarà nel calo.”

Dante Alighieri, Commedia, Paradiso XV 108-111

Nella foto la torre, sita nella base militare adiacente all’oservatorio di Monte Mario (Roma), dove è segnato il primo meridiano dell’Italia. Possedendo l’Italia dall’estremo est a quello ovest un’ora di fuso orario si scelse questo sito come riferimento e punto medio  tramite il cui determinare l’ora italiana. In questo modo quando è mezzo giorno su questa torre è mezzogiorno in tutta Italia. Un bel segno di un unità che viene ogni giorno depauperata e irrisa.

La notte dei ricercatori si è dimostrata anche quest’anno un bel evento a cui partecipare, una bella boccata di aria sana nello sfacelo culturale di questi tempi.