Roy Paci & Aretuska – Paleariza – Chora tu Vua

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Dal concerto di Roy Paci e degli Aretuska, per la serata finale del Paleariza 2011 presso Bova Superiore, in grecanico, Chora tu Vua. Un gran bel concerto, energia, intensità, gioia e bellezza. Sotto la galleria delle altre foto fatte durante il concerto, con lo scotto di gomitate, pestate di piedi e una mezza secchiata d’acqua. Tra le note al margine, veramente un bel tributo a Rino Gaetano con una versione aggiornata di “nun te reggae più” e la sempre grande soddisfazione di sentire una piazza che canta l’immortale, almeno spero, “Bella Ciao“.

Galleria Fotografica:

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Eugenio Bennato – Paleariza – Vua

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La taranta è il profondo sud
è quella musica che tu
all’ìmprovviso sentirai
è il ballo che non finisce mai
è il passo che dovrai imitare
per liberarti del male d’amore
così ballando meridionale
comme na taranta ca te pizzica lu core

Taranta Power, Eugenio Bennato

Grecanica! – Paleariza – Chora tu vua

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La traccia principale di quest’anno è dedicata agli antichi strumenti calabro-greci e al sonu a ballu. Si tratta come sempre di un’occasione da non perdere per gli amanti del suono più usu anticu. A seguire, come oramai consuetudine, il Ballu di lu Camiddu a cura di Mimmo Vazzana accompagnato dalla Banda di Bova. Serata in collaborazione con il Museo dello Strumento Musicale di Reggio Calabria.

Nella foto c’è Leone Romeo che all’augusta età di 97 anni si lancia nella musica col suo tamburello. Questo simpatico, geniale, coinvolgente signore ha compiuto, prima di iniziare a suonare, una cavalcata della storia italiana, una rivisitazione dei suoi momenti, di cosa vuol dire essere italiani, guidandoci in una meditazione sullo smantellamento dello stato che stiamo vivendo. Come ha fatto  lui questa sera voglio ricordare una terzina della Commedia di Dante che rievocata in quel momento, con quell’enfasi e quel coinvolgimento mi ha trasmesso un brivido. Una scarica che è partita dalla spina dorsale fino a farmi drizzare i capelli in testa.

“Or ti piaccia gradir la sua venuta:
libertà va cercando, ch’è sì cara,
come sa chi per lei vita rifiuta.”

Commedia, Purgatorio, Canto Primo, vv. 70-72.

Ecco una lezione sulla libertà che, di questi tempi, non va dimenticata.

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