Per il grande Enzo Biagi

Enzo Biagi
Buonasera, scusate se sono un po’ commosso, e magari si vede. C’è stato qualche inconveniente tecnico e l’intervallo è durato cinque anni. C’eravamo persi di vista, c’era attorno a me la nebbia della politica e qualcuno ci soffiava dentro. Vi confesso che sono molto felice di ritrovarvi. Dall’ultima volta che ci siamo visti sono accadute molte cose e per fortuna qualcuna è anche finita. Ci sono momenti in cui si ha il dovere di non piacere a qualcuno, e noi non siamo piaciuti.

(dal programma RT – Rotocalco Televisivo, 22 aprile 2007)
[Aprendo la prima puntata della trasmissione dopo 5 anni di assenza dalla televisione]

In memoria dell’ennesimo grande uomo che ci ha lasciati, di una voce che s’è spenta ma il cui eco risuonerà nelle nostre memorie.

Don Chisciotte

Lago Finlandese

[…]Sancho ascoltami, ti prego, sono stato anch’io un realista,
ma ormai oggi me ne frego e, anche se ho una buona vista,
l’apparenza delle cose come vedi non m’inganna,
preferisco le sorprese di quest’anima tiranna
che trasforma coi suoi trucchi la realtà che hai lì davanti,
ma ti apre nuovi occhi e ti accende i sentimenti.
Prima d’oggi mi annoiavo e volevo anche morire,
ma ora sono un uomo nuovo che non teme di soffrire…[…]

Francesco Guccini da “Don Chisciotte”

Esedra del Marco Aurelio

Marco Aurelio

‘iam iam fata, soror, superant, absiste morari;
quo deus et quo dura uocat Fortuna sequamur.
stat conferre manum Aeneae, stat, quidquid acerbi est,
morte pati, neque me indecorem, germana, uidebis
amplius. hunc, oro, sine me furere ante furorem.’
dixit, et e curru saltum dedit ocius aruis
perque hostis, per tela ruit maestamque sororem
deserit ac rapido cursu media agmina rumpit.
ac ueluti montis saxum de uertice praeceps
cum ruit auulsum uento, seu turbidus imber
proluit aut annis soluit sublapsa uetustas;
fertur in abruptum magno mons improbus actu
exsultatque solo, siluas armenta uirosque
inuoluens secum: disiecta per agmina Turnus
sic urbis ruit ad muros, ubi plurima fuso
sanguine terra madet striduntque hastilibus aurae,

Publius Vergilius Maro, Aeneis Liber XII, DCLXXV-DCXC