Canto della strada
“Afoot and light-hearted I take to the open road,
Healthy, free, the world before me,
The long brown path before me leading wherever I choose.
Henceforth I ask not good-fortune, I myself am good-fortune,
Henceforth I whimper no more, postpone no more, need nothing,
Done with indoor complaints, libraries, querulous criticisms,
Strong and content I travel the open road.”
Leaves of Grass, ”Song of the open road”, Walt Whitman
È bello prendere una boccata d’aria. Uscire. Andare ad ammirare, immergendosi in essa, una realtà che da tanta parte dell’ultimo orizzonte il guardo esclude. La contemplazione, tuttavia, non è più sufficiente. Il guardo non vuole più essere escluso. Il limite si avverte pesante, grava sulle spalle. La terra lo scarica. Il limite scivola sulla terra stessa, sul mare. Il limite si muove attraverso il corpo. Il limite scende sotto i piedi. Nasce lo slancio. Un piede trema, si alza, il corpo si sbilancia in avanti, il piede tocca di nuovo terra, il suo compagno lo segue. Moto. La strada, la rotta, trascorre. Avanti tutta.
La Libreria Immaginaria
WitchWay



