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Addio Harold Pinter!

Harold Pinter
Harold Pinter

When we look into a mirror we think the image that confronts us is accurate. But move a millimetre and the image changes. We are actually looking at a never-ending range of reflections. But sometimes a writer has to smash the mirror – for it is on the other side of that mirror that the truth stares at us.

I believe that despite the enormous odds which exist, unflinching, unswerving, fierce intellectual determination, as citizens, to define the real truth of our lives and our societies is a crucial obligation which devolves upon us all. It is in fact mandatory.

If such a determination is not embodied in our political vision we have no hope of restoring what is so nearly lost to us — the dignity of man.

Harold Pinter, Art, Truth & Politics: The Nobel Lecture (2005)

Link: http://news.bbc.co.uk/2/hi/uk_news/7799708.stm

Io Saturnalia!

PENTAX Image

“O giorni, o mesi che andate sempre via, sempre simile a voi è questa vita mia.
Diverso tutti gli anni, e tutti gli anni uguale,
la mano di tarocchi che non sai mai giocare, che non sai mai giocare…”

Francesco Guccini, Radici, Canzone dei dodici mesi

Il sentiero nel bosco

Strada nel Bosco

“Non si riceve la saggezza, bisogna scoprirla da sé, dopo un tragitto che nessuno può fare per noi, né può risparmiarci, perché essa è una visuale sulle cose.”

Marcel Proust, Alla ricerca del tempo perduto

Lungo la strada della saggezza ci si inoltra, più spesso di quanto coscientemente siamo in grado di intuire, per ombrosi sentieri, si abbandona la strada maestra per una via nel bosco. Le tenebre, due fitti muraglioni di tronchi d’albero, ci cingono a destra e a sinistra, le ombre, un tetto di foglie gialle e verdi, ci sovrastano il capo, l’odore, l’odore di piante e d’umida erba, ci avvolge. Sotto i piedi il crepitare delle foglie secche, nelle orecchie il vento che muove le foglie.  Il tragitto continua, il sentiero scorre sotto i piedi, la strada maestra si avvicina di nuovo, ancora non siamo rientrati, sentiamo nuovamente desiderio di bosco.

Il fuoco, Leonardo Da Vinci, una tazza di tè

Fuoco

“Il foco contende l’acqua posta nel laveggio, dicendo che l’acqua no merita star sopra il foco, re delli elemente, e così vo’ per forza di bollore cacciare l’acqua del laveggio; onde quella per farli onore d’ubbidienzia discende in basso e anniega il foco.”

Leonardo Da Vinci, Favole XLVIII “Il fuoco e l’acqua”

Le associazioni che la mente umana compie, ad onor del vero son tentato di dire la mia mente e salvare dall’accusa di follia il resto del genere umano, sono veramente incredibili a dirsi. Un paio di giorni or sono stavo preparando la mia solita tazza di tè pomeridiana quando, nella mia buia ed ombrosa cucina, anche qui bisognerebbe dire buia e ombrosa casa, dopo aver messo il boiler sul fuoco, al fischio di richiamo, ho notato la riflessione sul pianale della cucina e la nube di vaporeo acqueo. Afferrata la macchina fotografica, sempre in zona e sempre carica, ho scattato questa foto. Oggi riguardandola la mente si è lanciata in un volo pindarico atterrando nelle zone mentali di Leonardo e ricordandomi le sue, malauguratamente poco note, Favole.

Dopo avervi, anche qui uso un plurale coll’ottimistica speranza che questo “vi” ogni tanto passi di qua, probabilmente tediato con la genesi del post, arrivo alla riflessione, per darvi, vedi sopra per l’uso del plurale, il fatidico colpo di grazia.

Spesso ci sentiamo come il fuoco, vogliamo ad ogni costo ricongiuncerci alla nostra sfera d’appartenenza e così ci protendiamo con tutte le nostre forze verso il cielo. Puntualmente qualcuno si pone sopra, qualcuno che riteniamo peggiore di noi, solo perchè soggiace sulla nostra spinta, ma questo, al nostro sprezzante richiamo, con onor d’obbidienza discende annegandoci. Impegno di chi in alto mira è sospingere chi su di lui soggiace, in silenzio, con garbo, senza trasmetterne il peso. Compito del fuoco è infiammare e riscaldare.

Sciopero e lutto di tutta la rete Internet italiana

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