Majorana, il genio scomparso – Luisa Bonolis

“Si trattava di calcolare una espressione, se ben ricordo un integrale, che Fermi doveva calcolare facendo uso della lavagna e Majorana a memoria. Mentre tutti noi stavamo a guardare in silenzio Fermi scriveva passaggi e passaggi a gran velocità tanto da riempirne una lavagna di dimensioni normali: Majorana stava voltato da un’altra parte con lo sguardo fisso a terra. Quando Fermi giunse al risultato e disse: <<Ecco ho fatto>>, Ettore rispose: <<Anch’io>> e dette il risultato numerico.”

E. Amaldi

Luisa Bonolis è un fisico che si occupa, principalmente, di storia della scienza, in particolar modo, degli sviluppi della fisica nel secolo XX. In questo lungo saggio delinea, con dovizia di particolari, ed incrociando narrazioni, memorie e racconti di prima mano di chi lo ha conosciuto, la vita di uno dei più grandi fisici italiani dell’ultimo secolo: Ettore Majorana.

[singlepic id=479 w=200 float=left] Della figura di Majorana molto si è scritto e molto si è dibattuto, dal romanzo di Sciascia, fino alla pubblicazione delle sue lettere dalla Germania di Hitler. La storia l’ha tacciato di nazismo, gli ha attribuito la scoperta delle potenziali capacità distruttive della bomba atomica, l’anticipazione di fenomeni e scoperte avvenute dopo la sua prematura scomparsa, argomento principe delle speculazioni sulla sua figura. Nella pletora di mezze voci, insinuazioni e supposizioni letterarie, l’analisi compiuta da Luisa Bonolis è accurata e incalzante. La ricostruzione dello scienziato e dell’uomo è ben inserita in un contesto politico e di ricerca scientifica ben delineato. Da un lato le palpitazioni dell’accademia italiana, dall’assenza di cattedre in fisica teorica, alle epurazioni razziali compiute dal fascismo, dall’altro il fermento della scena fisica internazionale, la rivoluzione quantistica, gli esperimenti sul decadimento radioattivo e la scoperta della struttura dell’atomo. Al centro la figura di Ettore Majorana, dagli inizi come iscritto alla scuola di ingegneria della Sapienza di Roma, all’ingresso all’istituto regio di via Panisperna per lo studio della fisica. Le memorie degli amici e dei conoscenti, il recupero della documentazione storica di prima mano e la ricostruzione puntuale dei suoi progressi e dei suoi interessi nel campo della fisica teorica.

Ciò di cui si è occupato Majorana come scienziato era la frontiera della ricerca di quel periodo, il nucleo dei problemi interpretativi sollevati dalla meccanica quantistica e la ricerca di una sua formulazione che salvasse quanto più possibile ciò che si era acquisito nei secoli precedenti. Gli anni in cui si è popolato l’elenco delle particelle elementari e si sono messe le radici per la formulazione del Modello Standard della fisica delle particelle. All’analisi di questi concetti complessi ed, in alcuni casi, molti tecnici il libro dedica tutta una serie di specchietti e a parte divulgativi piuttosto chiari e che, anche se non possono effettivamente portare all’effettiva comprensione dell’argomento teorico, ne trattano con sufficiente dettaglio e chiarezza da far intuire dove sia il problema.

Al di là dell’interesse che possono, ed in una certa misura dovrebbero, suscitare gli argomenti scientifici trattati, questo libro merita di essere letto per la chiarezza e l’onesta con cui si dipinge lo scienziato Majorana come uomo e con cui si mettono in piena vista quelli che possono essere i dissidi interiori e le difficoltà di conciliare la propria capacità scientifica con il secolo di movimenti è rivolgimenti politici che è stato il novecento.

Recensione pubblica su: http://www.lalibreriaimmaginaria.it/

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