Odi profanum vulgus et arceo

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Io mi intossico talmente a contatto del mio prossimo che ogni tanto sono costretto a ritirarmi in campagna per disintossicarmi. Senonché a quel punto, non avendo più gente intorno mi prende la paura che il mio odio per l’umanità sia diminuito. Allora torno in città… e m’incazzo, vado in campagna e mi ritiro… m’incazzo, mi ritiro, m’incazzo, mi ritiro… Insomma non riesco a risolvere quell’assurda contraddizione che si potrebbe chiamare mania di solitudine e di mondo.

G. Gaber, L’Intossicato

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