Ars Ripetendi – Assurdario (Parte 1)

Assurdario, parola che temo di aver appena inventato, di  frasi e situazioni prodotte tentando di inculcare la matematica e  la scienza a qualche giovane virgulto:

[singlepic id=439 w=200 h=269 float=right]Un evergreen le equazioni di secondo grado:
Ripetente
(Da ora in poi abbreviato RIP, con piacevole ambiguità del termine): “Ho fatto il compito in classe però c’era un’equazione troppo difficile che non sono riuscito a fare”
Io: “Va bene, fammi vedere.”
Rip: “Ecco, guarda.”, mi porge un foglio con un’equazione di secondo grado con un po’ di conti da fare che, anomalia delle anomalie, è in t.
Io: (ingenuo) “va bene, ma cosa ha di strano?”
Rip: “C’è la t, io le so fare solo con la x”

Alle prese con le disequazioni:
Io: “Allora adesso dobbiamo risolvere: 4k < 1, come facciamo?”
Rip: Un silenzio denso di ignoranza…
Io: “Dai ne abbiamo fatte tante, non è difficile!”
Rip: “Ok devo portare 4 di là (indica col dito) giusto?”
Io: “Perfetto, dai fallo”
Rip: (Prende la penna scrive e mi guarda con la stessa intensità di un pesce lesso) “Allora è: k < 5, giusto?”

Un’altra perla dal settore disequazioni:
Io: (Dopo 20 minuti di interminabili conti) “Dai adesso siamo arrivati in fondo, ora viene la parte facile, quali sono le soluzioni di x^2 > -1?”
Rip: (sicuro della sua risposta) “Si è facile è x > 1”
Io: “Sei sicuro? Prova a sostituire, ad esempio ‘-3’, alla x”
Rip: “Viene 9 > – 1”
Io: “Ed è vero?”
Rip: “Sì”
Io: “Quindi?”
Rip: “Quindi x > 1”
Io: “Ma scusami x^2 che numero è? Cioè voglio dire, come numero, com’è? Sempre p…?”
Rip: “Ma è una x, non è un numero…”
Io: “Sì, ma sta al posto di un numero, com’è il quadrato di un numero? è sempre posi…?”
Rip: “Positivo?”
Io: “E allora?”
Rip: “x > -1?”
Io: “Stai sparando a caso di nuovo, se ho qui un numero positivo e qui un numero negativo, quando è che un numero positivo è maggiore di un numero negativo?”
Rip: “Ahh quando è maggiore di zero!”

Le dimostrazioni per assurdo:
Io: “Adesso abbiamo dimostrato che la perpendicolare da un punto ad una retta esiste, dobbiamo quindi mostrare che è unica, procediamo per assurdo: supponiamo che la perpendicolare non sia unica e disegniamo dal punto P due perpendicolari alla retta r…”
Rip: “Ma questa non è perpendicolare, come faccio a disegnare due perpendicolari da un punto ad una retta? Non si può!”
Io: “Questo è quello che vogliamo dimostrare, il fatto che io e te non siamo capaci di disegnarle, in linea di principio, non vuol dire che non sia possibile farlo, hai capito?”
Rip: “Sì, ma questa non è perpendicolare.”
Io: “Ok, infatti, noi supponiamo per assurdo che lo sia, lo supponiamo noi”
Rip: “Ma perché?”
Io: “Perché questo genererà una contraddizione da qualche parte che ci farà capire che, necessariamente, la perpendicolare deve essere unica.”
Rip: “Euclide non aveva proprio niente di meglio da fare”

E con questa terminerei la prima puntata, anche perché a ripensarci rientro sull’orlo dell’esaurimento nervoso. Appena mi riprendo di coraggio e forze ne produco qualcun’altra, sperando sempre di vederle diminuire… povero Euclide sob, sob…

P.S. Ho appena pensato di mettere una simpatica foto di un matematico a corredo e non so bene perché il primo della lista è il caro vecchio Hilbert.

2 pensieri riguardo “Ars Ripetendi – Assurdario (Parte 1)”

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