Tutto, e di più. Storia compatta dell’infinito – David Foster Wallace

Eccoci di nuovo qui, io un libro e una recensione da scrivere. Il titolo, come al solito, non è di quelli che fanno venire giù i lettori dalle poltrone per accaparrarsi l’agognata copia del tomo, tuttavia, voglio provare a convincervi che questa volta, magari senza caracollarsi giù come una valanga, possa valere la pena di farci un pensierino. [singlepic id=408 w=200 h=297 float=right] Per prima cosa, l’autore, stiamo parlando di David Foster Wallace, che così un po’ a occhio un po’ a memoria, potrebbe essere uno degli autori più recensiti sulla libreria immaginaria, un pezzo da novanta della nuova letteratura e un probabile candidato a diventare, prima o poi, un classico. Annunciato il peccatore, non ci resta che concentrarsi sul peccato, “Tutto, e di più. Storia compatta dell’infinito” è un libro di matematica e di filosofia della matematica, ebbene sì, per te che hai sbarrato gli occhi a quest’ultimo abbinamento di parole, esiste anche la filosofia della matematica, che se già la matematica è una semi-sconosciuta, la filosofia che ci sta dietro vive per lo più in clandestinità, nascosta fra le pieghe della filosofia della scienza. Qui viene il difficile, non farvi chiudere la recensione e relegare il libro al dimenticatoio dopo aver saputo che parla di matematica, se odiate la matematica, o che è scritto da un non-matematico, se siete matematici o con la matematica avete qualcosa a che fare.

Partiamo dalle obiezioni del primo tipo, ma io-odio-la-matematica, ma io-non-la-capisco, in entrambi i casi vi dico, date alla matematica e a Wallace, la possibilità di stupirvi. La scrittura è veramente piacevole e l’argomento è dipanato in modo esemplare e con una chiarezza estrema, tutte le volte che il discorso rischia di impantanarsi in un mare di simboli o di definizioni tecniche, l’autore è bravissimo nel mettere un’osservazione, un rimando  e un incoraggiamento a gettarsi oltre l’ostacolo. Il tutto, peraltro, accompagnato da una battuta brillante o da un aneddoto sulle peripezie del piccolo David da studente e del suo professore di matematica, il mitico e onnipresente Goris. Poi c’è il secondo buon motivo, che è sempre la curiosità, diciamo pure, per essere molto classici, la meraviglia. L’infinito è un tematica indubbiamente affascinante e ascoltarselo raccontare in numero finito di pagine, poi essendo anche accompagnati da una guida d’eccezione che ti mostra gli uomini che ne hanno compiuto la scalata e la conquista, questa è proprio un’occasione da non perdere.

Se adesso, brevemente, riesco a portare a casa anche l’obiezione del secondo tipo, posso dire di avercela quasi fatta. Per chi questi argomenti si è consumato il cervello a studiarli, approfondirli, dipanarli e tirarne fuori le tecniche, la domanda: “cosa me ne faccio di un libro divulgativo?” è spontanea e piuttosto legittima, ammetto di essermela posta anche io all’acquisto. La risposta che voglio dare è: dominare una tecnica e conoscere una teoria non è sufficiente, c’è sempre almeno un punto di vista nuovo da cui è possibile affrontare la lettura. Per essere pertinenti al libro in questione, l’approccio filosofico e l’inserimento nel contesto storico delle soluzioni apre ad una marea di possibili collegamenti che può valer la pena di esplorare, di nuovo, dare fiducia alla bravura dell’autore.

A questo punto la conclusione che, nella grande ottica di fiducia verso l’autore, affido ad una citazione dal libro:

“Però noi dobbiamo vivere e funzionare nel mondo. E quindi astraiamo, compartimentiamo: ci sono che sappiamo e cose che “sappiamo”. Io “so” che il mio amore per mio figlio è una funzione della selezione naturale, ma so di amarlo, e sento e agisco sulla base di ciò che so. Da un punto di vista oggettivo tutta questa faccenda è profondamente schizoide, ma il fatto è che -in quanto profani soggettivi- non percepiamo spesso questo conflitto. […] Stiamo naturalmente parlando di profani come me e voi, non dei giganti della filosofia e della matematica, molti dei quali avevano notoriamente dei problemi ad orientarsi nel mondo reale.”

Buona lettura!

Recensione pubblicata anche su: http://www.lalibreriaimmaginaria.it/

L’erba cattiva, uno sbuffo di fumo.

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“Je suis d’la mauvaise herbe
Braves gens, braves gens
C’est pas moi qu’on rumine
Et c’est pas moi qu’on met en gerbes
La mort faucha les autres
Braves gens, braves gens
Et me fit grâce à moi
C’est immoral et c’est comm’ ça
La la la la la la la la
La la la la la la la la
Et je m’demande
Pourquoi, Bon Dieu
Ça vous dérange
Que j’vive un peu
Et je m’demande
Pourquoi, Bon Dieu
Ça vous dérange
Que j’vive un peu”

Georges Brassens

Freaks! Special Party – 1 Ottobre 2011

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Per la serie meglio tardi che mai… giusto quattro foto di quella simpatica serata. Dopo la sudata fatta per farle, le gomitate nei fianchi delle fan invasate e la testa di un tizio alto due metri che continuava a saltarmi nell’inquadratura, almeno la piccola soddisfazione di postare quelle quattro appena decenti.

Fine del post estemporaneo con data casuale e tempistica inadeguata.

 

L’uomo dei quanti – Lawrence M. Krauss

“Non mi spaventa non sapere le cose, perdermi in universo misterioso senza scopo, che è come stanno le cose, per quello che vedo. Forse. Non mi spaventa.”

Richard Feynman

L’autore di questa biografia scientifica di Richard Feynman, Lawrence M. Krauss, è un fisico teorico, dove la parola teorico si oppone a sperimentale e non a pratico e, a dirla tutta, più che opporsi, si pone a completare la parola sperimentale. Già autore di altri testi di divulgazione scientifica, “La Fisica di Star Trek” piuttosto che “Dietro lo Specchio“, ha deciso di cimentarsi, nel 2010, con la scrittura della biografia di uno degli scienziati tra i più affascinanti e tra i più geniali dell’ultimo secolo: Richard Feynman.[singlepic id=400 w=200 h=297 float=left]

Il risultato di quest’operazione è piuttosto ben riuscito, la prima sensazione che si ha leggendo queste pagine è che l’autore abbia una lunga esperienza di divulgatore, la capacità di lasciar cadere in modo ordinato concetti di portata per nulla semplice intrecciandoli con gli elementi biografici. Questo, tuttavia, non è prettamente un testo di divulgazione sulla meccanica quantistica, ed in effetti di meccanica quantistica si parla in funzione delle scoperte e del lavoro di Feynman, dalla precoce attitudine per la risoluzione di problemi tecnici, la riparazione di radio, alla lunga scalata verso le vette della fisica teorica e della meccanica quantistica per tentare di gettare una luce sul mistero dell’universo. Un percorso che, per gli amanti di premi e riconoscimenti, può considerarsi coronato dalla vincita del premio Nobel nel 1965, ma che, per coloro i quali possono sperare di vincere un Nobel, cioè quelli come Feynman che considerano il premio più grande la scoperta e le nuove domande che questa porta con se, non può mai considerarsi coronato. Ovviamente, accanto allo scienziato, al cercatore di risposte sull’universo, c’è anche l’uomo di tutti e giorni, quello che si innamora del Sud America e decide di sfruttare questo unito alla sua passione per costruire una scuola di fisica in Brasile e godersi le spiaggia di Copacabana. Le intricate storie d’amore con donne in giro per il mondo, la strana abitudine di andare a lavorare nei night club, di modo che se il lavoro di quella sera fosse andato a rotoli, almeno avrebbe avuto la soddisfazione per gli occhi. Eppure anche attraverso questi atteggiamenti, questo modo di fare, ciò che l’autore riesce a far trasparire con chiarezza è l’attitudine mentale dell’uomo, la capacità di concentrazione dello scienziato, provateci voi a risolvere un problema di elettrodinamica in un night… insomma, l’irriverenza e il fascino di una mente cristallina e geniale.

A questo punto, per non lasciarmi trascinare nel raccontarvi tutto il contenuto del libro, concludo qui e vi invito alla lettura e alla scoperta dell’uomo e del profondo segno che ha lasciato nella nostra conoscenza del cosmo, nel farlo vi suggerisco il seguente video, che sarebbe troppo banale se fosse Feynman che parla di fisica…

httpv://www.youtube.com/watch?v=qWabhnt91Uc

Recensione pubblicata su: http://www.lalibreriaimmaginaria.it.