Senzaterra – Palizzi Marina

“Se un batterio osservasse e studiasse l’unghia di un uomo, potrebbe crederla sostanza inorganica. Allo stesso modo noi, osservandone la crosta, consideriamo sostanza inorganica il globo terrestre. Ed è sbagliato.”

Lev Tolstoj

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Senzaterra in concerto a Palizzi Marina, serata piuttosto simpatica, bella musica e la bizzarria di sentir cantare in romanesco in quel di Calabria.

Per chi fosse interessato il link di Myspace de i “Senzaterra”: http://www.myspace.com/senzaterramusic

Danni con fantasia

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Perché le apparenze non durano?
Se ti tocco, leggiadra, geli orrenda,
Nudi l’idea e, molto più crudele,
Nello stesso momento
Mi leghi non deluso ad altra pena.

Perché crei, mente, corrompendo?

Perché t’ascolto?

Quale segreto eterno
Mi farà sempre gola in te?

T’inseguo, ti ricerco,
Rinnovo la salita, non riposo,
E ancora, non mai stanca, in tempesta
O a illanguidire scogli,
Danni con fantasia.

Silenzi trepidi, infiniti slanci,
Corsa, gelose arsure, titubanze,
E strazi, risa, inquiete labbra, fremito,
E delirio clamante,
E abbandono schiumante,
E gloria intollerante,
E numerosa solitudine,

La vostra, lo so, non è vera luce,

Ma avremmo vita senza il tuo variare,
Felice colpa?

Danni con fantasia, Giuseppe Ungaretti

Inizi ed albe

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IX
If yet thy fire have not one spark the less,
O Titan, born of her a Titaness,
Across the sunrise and the sunset’s mark
Send of thy lyre one sound, thy fire one spark,
To change this face of our unworthiness,
Across this hour dividing light from dark.

X
To change this face of our chill time, that hears
No song like thine of all that crowd its ears,
Of all its lights that lighten all day long
Sees none like thy most fleet and fiery sphere’s
Outlightening Sirius—in its twilight throng
No thunder and no sunrise like thy song.

In The Bay, Algernon C. Swinburne