Zappa(Corti per Risate)Attori – Spettacolo Teatrale

Pensavate di esservi liberati per un po’ di noi? Invece no, per tutti quelli che hanno perso qualche spettacolo, compreso l’ultimo del 25 Marzo, un’occasione imperdibile di rivisitare la nostra carrellata di corti il 3 Aprile presso il Teatro Aurelio! Vi aspettiamo =)

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Zappa(Corti per Risate)Attori – Spettacolo Teatrale

– L’elogio della Follia, Erasmo da Rotterdam
– Il Lonfo, Fosco Maraini
– Amore Pleistocenico, Roy Lewis
– Happy-hour Outing, L. B. Hamilton
– Il Salto dell’Anno Bisestile, W.B. Hare
– Il Risveglio, Dario Fo e Franca Rame

– Una Questione di Mariti, Ferenc Molnar
– Io Voglio Vivere, A. Avercenko
– Il Funerale, Il Trio

Recitano: Lucrezia Coletti, Martina Malfitana, Marta Lapiana, Emanuela Larosa, Edoardo Massa, Antonio Di Gioia

Scene trucco e costumi: Eleonora Casciani
Luci, audio e grafica: Fabio Durastante

Biglietto: 6 € (+ 2 € Tessera, solo per chi ne fosse sprovvisto).

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Cammin provando …

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“È mia opinione che, storicamente, l’attore possa aver preceduto il fuoco, la ruota, l’ascia, la mazza — ogni importante manifestazione della creatività umana, davvero — tranne forse l’omicidio e il far baccano.”

Joseph Leo Mankiewicz

Ultimato l’ultimo inultimabile, quanto inestimabile, giorno di prove! A venerdì per chi ci sarà, per chi non ci sarà, vi aspettiamo alla prossima occasione.

Sesquicentenariamo: pensosamente sotto un cielo di guai.

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Lo stralcio di lettera seguente è datato 1860, scritto da Alessandro Manzoni all’amico Emilio Broglio. Circolava la voce di una sua possibile nomina a senatore del neonato Regno d’Italia.

A Emilio Broglio,

[…]ora, se mi cadesse sul capo questa sventura, io mi troverei nell’insopportabile posizione di non potere né accettare né ricusare. Ricusare un onore che è anche un nobile dovere, a cui mi chiamasse quel Re, quel Governo, in cui sono concentrate tutte le mie affezioni e la mia riconoscenza come italiano, come suddito e come privato cittadino, sarebbe davvero étonner le monde avec l’excès de mon ingratitude. D’altra parte, accettare è un’assoluta impossibilità. Lascio stare che a 75 anni viaggiare, mutare domicilio e abitudini, separarsi da una moglie inferma e da una famiglia che non potrebbe seguirmi, non è cosa di poco momento. Ma v’ha di peggio. Di parlare, in Senato, non è nemmeno il caso di pensarci, giacché sono balbuziente, e tanto più quando son messo al punto; sicché farei, certamente, ridere la gente alle mie spalle soltanto a dovere rispondere, lì per lì, alla formula del giruamento, giu…giu…giuro! Andare in Senato anche per tacere, è già una grossa difficoltà per un uomo, che, da quarant’anni, in causa di attacchi nervosi, non osa mai uscir solo di casa sua. […] Resterebbe il terzo partito di non ricusare e poi non andarvi; ma chi non vede che cotesta sarebbe una posizione falsa e poco degna, e verso il Re e verso il Paese, e verso il Governo e verso me stesso; […]

A. Manzoni, Lettere

Un ricordo di quando gente come Alessandro Manzoni, pensava di non essere adatta e in grado di sedere nel Senato. Certe cose dovevano cambiare per forza. I grassetti nel testo, ovviamente, sono miei. Buon sesquicentenario!