La città e la metropoli – recensione

“Era un sognante, scontento, solitario giovane lettore di libri, uno dei tanti sparsi in America qua e là quasi pateticamente nelle città e nelle cittadine: facili da ferire, aperti all’abuso e allo scorno, troppo sensibili nella loro formale e pensierosa abitudine per contrastare l’aspra buffoneria, il gioco scatenato, l’animalesca brutalità, la barbara insensibilità di una selvaggia rapsodica America nella sua urlante giovinezza.”

Ben sette anni prima di pubblicare l’immortale On The Road, Jack Kerouac ci consegna questo romanzo in cui, retrospettivamente, si mostrano le prime avvisaglie di quello che poi sarà il Beat e il Beat è il viaggio dantesco, il beat è Cristo, il beat è Ivan, il beat è qualunque uomo, qualunque uomo che rompa il sentiero stabilito per seguire il sentiero destinato, il Beat è ai contorni e nei toni di questo romanzo, [singlepic id=174 w=200 h=328 float=left] anche se non propriamente nello stile, artificioso e mediato, del primo Kerouac. Nel romanzo ci sono una cittadina, Galloway, e una città, New York, ma c’è anche la barbara insensibilità di una selvaggia rapsodica America nella sua urlante giovinezza, c’è una famiglia, i Martin, e ci sono le proiezioni dell’autore e c’è il viaggio. Un romanzo in cui i personaggi si muovono, si agitano, vivono, ardono di vita e pensano. Si lanciano nella guerra e ne vengono consumati, abbandonano la rassicurante, boschiva e avvolgente Galloway per trasferirsi nella frenetica New York che li consuma e li disperde come foglie al vento. Un’opera che ti trascina dentro questa famiglia e ti fa impersonare i figli e le figlie, il padre e la madre per condurti a vedere il mondo con i loro occhi, per mostrarti che, spesso, le incompatibilità sono sostanziali, che il proprio sentire può essere molto diverso, eppure, che anche ciò che in apparenza, si mostra inconciliabile può essere riunito e sintetizzato, che, nonostante tutto, esiste un punto di incontro e di comprensione, anche se questo punto è legato ad un ruscello, tre fratelli ed una canna da pesca. Un libro assolutamente da leggere e di cui auscultare il battito.

Recensione pubblicata su: http://lalibreriaimmaginaria.splinder.com/.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.