Prometeica solitudine

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Fama è che allor Prometeo, fuggendo
Le sedi auree d’olimpo e de le sfere
L’ immortal suono, al nostro mondo errasse
Peregrino divin. Muto correa
Il sole almo e la luce
Per l’infinito oceano, e del mondo
L’ ignota solitudine tacea:
Deserta s’accogliea
La greggia umana a l’ombra
De la gran selva de la terra:ed egli
Seco recava nel fatal cammino
Il rapito dal ciel fuoco divino.
Se non che dura a tergo
Gli si premea la Forza e la ferrata
Necessità: scuotea l’una i legami
De l’adamante eterno, e l’altra i chiovi
Con la imminente mano
Su la fronte stendea del gran Titano:
Mentre ìl Saturnio ne la rupe infame
Instigava del negro augel la fame.
Ma rinfiammò in Orfeo
L’inestiguibil foco, ed egli mosse
Il duro sasso de le umane menti
Citareggiando e le foreste aurite;
Fin che pittore de l’ uman pensiero
Pari a’ numi ed al fato alzossi Omero.

Giosuè Carducci, Juvenilia, Libro Quarto – Prometeo

Difendere la ricerca pubblica

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“Dal progresso delle scienze dipende in modo diretto il progresso complessivo del genere umano. Chi frena il primo frena anche il secondo.”

Joahnn Gottlieb Fichte

Di nuovo in piazza, in presidio al Parlamento, per difendere la Ricerca Pubblica, a tentare di salvare il diritto dell’uomo italiano a conoscere e a scoprire, il diritto di a non esser costretto abbandonare la barca per non smettere di progredire.  Possiamo e dobbiamo farcela anche questa volta.

La città e la metropoli – recensione

“Era un sognante, scontento, solitario giovane lettore di libri, uno dei tanti sparsi in America qua e là quasi pateticamente nelle città e nelle cittadine: facili da ferire, aperti all’abuso e allo scorno, troppo sensibili nella loro formale e pensierosa abitudine per contrastare l’aspra buffoneria, il gioco scatenato, l’animalesca brutalità, la barbara insensibilità di una selvaggia rapsodica America nella sua urlante giovinezza.”

Ben sette anni prima di pubblicare l’immortale On The Road, Jack Kerouac ci consegna questo romanzo in cui, retrospettivamente, si mostrano le prime avvisaglie di quello che poi sarà il Beat e il Beat è il viaggio dantesco, il beat è Cristo, il beat è Ivan, il beat è qualunque uomo, qualunque uomo che rompa il sentiero stabilito per seguire il sentiero destinato, il Beat è ai contorni e nei toni di questo romanzo, [singlepic id=174 w=200 h=328 float=left] anche se non propriamente nello stile, artificioso e mediato, del primo Kerouac. Nel romanzo ci sono una cittadina, Galloway, e una città, New York, ma c’è anche la barbara insensibilità di una selvaggia rapsodica America nella sua urlante giovinezza, c’è una famiglia, i Martin, e ci sono le proiezioni dell’autore e c’è il viaggio. Un romanzo in cui i personaggi si muovono, si agitano, vivono, ardono di vita e pensano. Si lanciano nella guerra e ne vengono consumati, abbandonano la rassicurante, boschiva e avvolgente Galloway per trasferirsi nella frenetica New York che li consuma e li disperde come foglie al vento. Un’opera che ti trascina dentro questa famiglia e ti fa impersonare i figli e le figlie, il padre e la madre per condurti a vedere il mondo con i loro occhi, per mostrarti che, spesso, le incompatibilità sono sostanziali, che il proprio sentire può essere molto diverso, eppure, che anche ciò che in apparenza, si mostra inconciliabile può essere riunito e sintetizzato, che, nonostante tutto, esiste un punto di incontro e di comprensione, anche se questo punto è legato ad un ruscello, tre fratelli ed una canna da pesca. Un libro assolutamente da leggere e di cui auscultare il battito.

Recensione pubblicata su: http://lalibreriaimmaginaria.splinder.com/.

Follia in testa …

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“Tu prova ad avere un mondo nel cuore
e non riesci ad esprimerlo con le parole,
e la luce del giorno si divide la piazza
tra un villaggio che ride e te, lo scemo, che passa,
e neppure la notte ti lascia da solo:
gli altri sognan se stessi e tu sogni di loro”

Un Matto, Fabrizio De André

Foto di scena degli ZappAttori, un piccolo assaggio della rassegna “I Volti della Follia”.

No Bday 2

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“Oggi la nuova resistenza in che cosa consiste. Ecco l’appello ai giovani: di difendere queste posizioni che noi abbiamo conquistato; di difendere la Repubblica e la democrazia. E cioè, oggi ci vuole due qualità a mio avviso cari amici: l’onestà e il coraggio. L’onestà… l’onestà… l’onestà. […] E quindi l’appello che io faccio ai giovani è questo: di cercare di essere onesti, prima di tutto: la politica deve essere fatta con le mani pulite. Se c’è qualche scandalo. Se c’è qualcuno che da’ scandalo; se c’è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato!”

Sandro Pertini

Per vedere le altre foto della giornata: http://www.facebook.com/album.php?aid=166864&id=1088457546