Il mio regno, il mio regno per un alito di libertà a gonfiar le mie vele

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Cajo Gracco: Fulmine colga,
Sperda que’ tristi che per vie di sangue
Recando libertà recan catene,
Ed infame e crudel più che il servaggio
Fan la medesma libertà.

Vincenzo Monti, Cajo Gracco – Atto 2.

Albeggiare intenso e rapito

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Fece la fine de l’abbacchio ar forno
perchè credeva ar libbero pensiero,
perchè si un prete je diceva: – È vero –
lui rispondeva: – Nun è vero un corno! –

Co’ quel’idee, s’intenne, l’abbruciorno,
pe’ via ch’er Papa, allora, era severo,
mannava le scommuniche davero
e er boja stava all’ordine der giorno.

Adesso so’ antri tempi! Co’ l’affare
ch’er libbero pensiero sta a cavallo
nessuno pò fa’ più quer che je pare.

In oggi co’ lo spirito moderno,
se a un Papa je criccasse d’abbruciallo
pijerebbe l’accordi còr Governo.

Giordano Bruno, Trilussa, 1909, da I sonetti

La rivoluzione impossibile – recensione

[singlepic id=164 w=199 h=319 float=left] Un libro che è una raccolta di documenti riguardanti la nascita e la morte della Nuova Destra italiana. Saggi e articoli di giornale inseriti in un ampio discorso, guidato dalla mano di Marco Tarchi (http://www.unifi.it/dispo/CMpro-v-p-62.html) che riesce a dargli un senso di quasi omogeneità e coerenza, persa nell’artificiosità di molti interventi. Articolisti e movimenti che pensarono di volersi riallacciare all’esperienza del fascismo movimento (argh!), per poi tentare di separarsene, di gettarsi nella metapolitica e di fondare un “gramscismo di destra” (argh!) sfruttando le parole e i termini del “sinistrese”. Un’analisi dell’universo di una destra giovanile schiacciata tra l’autoritarismo del MSI-DN e le spinte “progressiste-conservatrici” dei giovani, mediata tramite il racconto dei tre Campi Hobbit (http://it.wikipedia.org/wiki/Campi_Hobbit) e l’appropriazione, a mio parere indebita, del Signore degli Anelli e del suo mondo immaginario come punto di riferimento per un conservatorismo esistenziale. In realtà nel testo si parla molto poco, dell’opera di Tolkien rimandando alla prefazione di Elémire Zolla per la prima edizione italiana ad opera Rusconi.  Da questa rivoluzione impossibile esce un grande guazzabuglio di idee, spesso poco sostenute, molto abbozzate e dai contorni imprecisi, le cui uniche note di pregio sono rappresentate dalle cornici di Tarchi.

Recensione pubblicata anche su: http://lalibreriaimmaginaria.splinder.com/

Essere liberi, liberi come un gabbiano…

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For one carved instant as they flew,
The language had no simile—
Silver, crystal, ivory
Were tarnished. Etched upon the horizon blue,
The frieze must go unchallenged, for the lift
And carriage of the wings would stain the drift
Of stars against a tropic indigo
Or dull the parable of snow.

Now settling one by one
Within green hollows or where curled
Crests caught the spectrum from the sun,
A thousand wings are furled.
No clay-born lilies of the world
Could blow as free
As those wild orchids of the sea.

Sea-Gulls, E. J. Pratt

Altre mie foto le pubblico sul mio, da poco aperto, account su DeviantArt (http://cirdan90.deviantart.com/), tra l’altro ci sono anche gli scatti dei vecchi articoli del blog, per chi gradisce: buona visione, per gli altri idem.

S’i’ fosse fuoco…

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S’i’ fosse fuoco, ardereï ’l mondo;
s’i’ fosse vento, lo tempestarei;
s’i’ fosse acqua, i’ l’annegherei;
s’i’ fosse Dio, mandereil’ en profondo;

s’i’ fosse papa, allor serei giocondo,
ché tutti cristïani imbrigarei;
s’i’ fosse ’mperator, ben lo farei:
a tutti tagliarei lo capo a tondo.

S’i’ fosse morte, andarei a mi’ padre;
s’i’ fosse vita, non starei con lui:
similemente faria da mi’ madre.

S’i’ fosse Cecco, com’i’ sono e fui,
torrei le donne giovani e leggiadre:
le zoppe e vecchie lasserei altrui

Cecco Angiolieri