Luce…

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At the last, tenderly,
From the walls of the powerful, fortress’d house,
From the clasp of the knitted locks—from the keep of the well-closed doors,
Let me be wafted.

Let me glide noiselessly forth;
With the key of softness unlock the locks—with a whisper
Set ope the doors, O soul!

Tenderly! be not impatient!
(Strong is your hold, O mortal flesh!
Strong is your hold, O love!)

The Imprisoned Soul, di Walt Whitman

Un ipercubo sotto un sole cocente…

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A boat beneath a sunny sky,
Lingering onward dreamily
In an evening of July—

Children three that nestle near,
Eager eye and willing ear,
Pleased a simple tale to hear—

Long has paled that sunny sky:
Echoes fade and memories die:
Autumn frosts have slain July.

Still she haunts me, phantomwise,
Alice moving under skies
Never seen by waking eyes.

Children yet, the tale to hear,
Eager eye and willing ear,
Lovingly shall nestle near.

In a Wonderland they lie,
Dreaming as the days go by,
Dreaming as the summers die:

Ever drifting down the stream—
Lingering in the golden dream—
Life, what is it but a dream?

A Boat Beneath A Sunny Sky, Lewis Carroll

Un Ipercubo per ogni stagione, anche uno per una stagione che si chiude a buon bilancio e che si abbandona sotto al sole in attesa di andare a fare un certo numero di belle foto, un’onesta quantità di riposo e qualche accenno di lavoro e progetti per ciò che deve venire. Ovviamente in compagnia di buoni amici e buoni libri.

Eros e Civiltà – Recensione

Un saggio di cui mi sono innamorato. [singlepic id=150 w=200 h=351 float=right] Il mio approccio al mondo della psicologia e della filosofia di Freud era un qualcosa di strettamente scolastico, trattato in modo anche piuttosto veloce: i famosi tempi contingentati pre-maturità. Il rapporto con Marcuse era, invece, del tutto inesistente, sentito nominare di sfuggita in qualche lezione, toccato, ma mai approfondito, così quando in libreria mi cade l’occhio sul libro colgo l’occasione per colmare una mia ignoranza. Herbert Marcuse rappresenta, insieme ad Max Horkheimer e Theodor Adorno, la Frankfurter Schule. Tre filosofi in fuga dalla Germania nazista e trasferiti in quel di New York, che hanno sviluppato un approccio alla filosofia e alla sociologia di stampo Neomarxista. Eros e civiltà è uno studio, e una critica, della teoria meta-psicologica freudiana. Dalle tesi filosofiche di Freud sulla nascita della civiltà, la dialettica tra Principio del Piacere, Principio della Realtà e Principio di Prestazione, per dimostrare e suggerire se e come sia possibile edificare una civiltà rispettosa del piacere, al di là dell’alienazione del lavoro e che riesca a ricostruire il giusto rapporto con il regno della fantasia e del sogno. La nascita di una ragione estetica, sensuale in senso Kantiano, il riuscire ad andare oltre, verso una stadio non traumatico di civiltà, ricordando che:

Il progresso al di là del principio di prestazione non viene promosso migliorando l’esistenza presente con l’aggiunta di un po’ più di contemplazione, un po’ più di tempo libero, propagandando e praticando <<valori superiori>>, elevando se stessi e la propria vita. Sono idee che appartengono all’economia culturale dello stesso principio di prestazione. Le lamentele sull’effetto degradante del <<lavoro totale>>, le esortazioni ad apprezzare il bene e le bellezze di questo mondo e di quello al di là, sono esse stesse un fenomeno repressivo in quanto riconciliano l’uomo col mondo del lavoro, lasciando il mondo del lavoro tale e quale. Inoltre rendono un servizio alla repressione facendo divergere lo sforzo proprio da quella sfera nella quale la repressione ha le sue radici, e dove essa si perpetua.

Un saggio da leggere e su cui riflettere, le avvertenze per l’uso sono legate all’aver sotto mano un qualche supporto su cui rispolverare qualche definizione di Freud che l’autore ritiene scontata.

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Voce, libertà, rivoluzione…

Oggi questo blog, in sostegno allo sciopero dell’informazione lanciato dalla FNSI, viene listato a lutto, per ricordare cosa ne sarebbe della libertà di informazione e della possibilità della magistratura di compiere il proprio dovere istituzionale.

Si può scaricare da qui il testo della vergognosa legge bavaglio.

“Or ti piaccia gradir la sua venuta:
libertà va cercando, ch’è sì cara,
come sa chi per lei vita rifiuta.”

Dante Alighieri, Commedia, Purgatorio Canto I

Fisica dell’impossibile – Recensione

“Ogni tecnologia abbastanza progredita è indistinguibile dalla magia”
Terza legge di Clarke.

[singlepic id=149 w=205 h=273 float=left] Ammetto di aver acquistato questo libro nutrendo non pochi dubbi riguardo la serietà dell’argomento, dalle informazioni raccolte sulla rete sembrava essere la solita accozzaglia di annunci straordinari strappati dai giornalisti a scienziati esasperati dalle domande, invece la “Fisica dell’impossibile – Un’esplorazione scientifica nel mondo dei phaser, dei campi di forza, del teletrasporto e dei viaggi nel tempo” di Michio Kaku (il suo sito: http://mkaku.org/ e la pagina di wikipedia-it: http://it.wikipedia.org/wiki/Michio_Kaku) è riuscita a sorprendermi. L’Autore riesce a fare un analisi piuttosto rigorosa, ma in un linguaggio non troppo tecnico, di alcune delle magie-tecnologiche che si vedono spesso nelle opere di fantascienza. Nel compiere questa analisi divide le “impossibilità” in tre classi, quelle di cui abbiamo la perfetta, o quasi, conoscenza delle leggi fisiche, ma un’oggettiva distanza tecnica, quelle che non sembrano violare alcuna legge fisica, ma che presentano difficoltà tecniche per ora insormontabili, e quelle che violano le leggi oggi conosciute e che potrebbero essere possibili solo a seguito di un cambiamento radicale delle nostre idee riguardo il funzionamento del cosmo. Durante la lettura si rincorrono nomi di premi Nobel, scienziati famosi e di alcuni tra i più grandi visionari della storia, le cui idee vengono esposte in modo chiaro e molto discorsivo. La semplicità di esposizione costa in termini di precisione e puntualità riguardo alcuni dei concetti, ma questo neo non risulta alla fine essere troppo vistoso o troppo fastidioso, si rientra nei termini di quello che è, a mio parere, un ottimo esempio di divulgazione scientifica. Un aspetto che sarebbe potuto esser approfondito è quello delle implicazioni sociali di alcune delle tecnologie, anche se probabilmente il non avere tra le mani lo strumento di cui si sta parlando pone un limite a questo tipo di speculazioni. In definitiva, se volete sapere cosa potrà consegnarci in futuro la scienza questo è un libro che vale decisamente la pena di leggere.

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