Basta! La legge è uguale per tutti. (La piazza)

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Una foto della piazza, del popolo, che dice Basta!

Basta alle leggi ad personam berlusconem!
Basta alla corruzione!
Basta ai tagli indiscriminati ai settori vitali del paese!
Basta al berlusconismo!
Basta alla mafia, ai mafiosi in parlamento, ai politici e alle amministrazioni corrotte!
Basta alla disinformazione e a tutti i Minzolini di ogni forma e colore!
Basta al vilipendio della Nostra Costituzione!
Basta! Basta! Basta!

Un popolo formato da:

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Ancora democrazia, potere al popolo!
Ancora libertà!
Ancora rispetto!
Ancora cultura!
Ancora creatività!
Ancora fantasia!
Ancora giustizia!
Ancora e ancora costituzione!

Resistere, resistere, resistere!

Basta! La legge è uguale per tutti

Manifestazione nazionale contro il legittimo impedimento ed a sostegno degli organi di garanzia costituzionale

Siamo persone libere, autonome dai partiti, decise a  rilanciare il rinnovamento culturale e politico in questo Paese.

Rinnovamento gioioso, pacifico e determinato che nasce con il No B Day:  l’imponente manifestazione che ha riempito Piazza san Giovanni a Roma il 5 dicembre 2009. La grande festa di democrazia che ha colorato di viola strade  e piazze in Italia e nel mondo.

Noi crediamo che l’approvazione della norma sul legittimo impedimento eleverebbe di fatto un cittadino italiano al di sopra degli altri, e dei principi di legalità: violazione palese della nostra Carta Costituzionale.

Non è più tempo di indugiare: è ora che tutti ci mettano la faccia.
Per questo invitiamo tutti gli esponenti della cultura e dell’informazione,  della scienza e dello spettacolo, delle forze democratiche e del lavoro, ad aderire e partecipare alla nostra nuova iniziativa.
Per questo invitiamo tutti i cittadini alla grande manifestazione di Roma,  in Piazza del Popolo, sabato 27 febbraio 2010 dalle ore 14.30.

A due mesi dal No B Day il rischio per la democrazia è ancora più grande.
Perciò torniamo nella piazza, a fianco alla Costituzione e a sostegno degli organi di garanzia che essa prevede:
Nessuna legittimazione per chi attacca i principi della civile convivenza!

Questo appello è promosso da:
Popolo Viola Roma, Presidio Permanente Monte Citorio, Bo.Bi.,
Blog San Precario, LiberaCittadinanza, pagina Facebook del Popolo Viola

Vai al sito: http://www.27febbraio2010.org/

Pulp – Recensione

Poi la porta si spalancò. Ed entrò quella donna. Tutto quello che posso dirvi è che ci sono miliardi di donne, sulla terra, giusto? Certune sono passabili. La maggior parte sono abbastanza belline, ma ogni tanto la natura fa uno scherzo, mette insieme una donna speciale, incredibile. Cioè, guardi e non ci puoi credere. Tutto è un movimento ondulatorio perfetto, come l’argento vivo, come un serpente, vedi una caviglia, un gomito, un seno, un ginocchio, e tutto si fonde in un insieme gigantesco, provocante, con magnifici occhi sorridenti, bocca leggermente piegata in giù, labbra atteggiate in modo che sembrano scoppiare in una risata alla tua sensazione di impotenza. E sanno vestirsi, e i loro lunghi capelli incendiano l’aria. Troppo di tutto, accidenti.

L’autore. Charles Bukowski (16 agosto 1920 – 9 marzo 1994), il “cattivo ragazzo” della letteratura americana. Scrittore prolifico, ha all’attivo migliaia di poesie, centinaia di racconti brevi e sei romanzi, per un totale di 60 libri in stampa. Il suo stile è fortemente influenzato dalla vita a Los Angeles e dalla frequentazione continuativa dei bassi fondi. Spesso lo si è tentato di inquadrare come appartenente alla Beat Generation, ma lui mai si è schierato e accostato a qualsivoglia movimento. Tuttavia, il tentativo non è del tutto casuale: il suo alcolismo, la passione, smisurata, per i cavalli le donne e il sesso, l’approccio, sporadico, alla droga, il suo anti-classicismo e la fuga dagli schemi letterari lo giustificano ampiamente.

La trama. Il libro racconta la storia di Nick Belane, il detective “più dritto” di Los Angeles, alla presa con dei casi che spaziano tra il paradossale e il fantastico. Assoldato dalla Morte, da un impresario di pompe funebri, da un imprenditore e da un collega, si trova a dover cercare uno scrittore francese, che dovrebbe essere morto, ad uccidere una aliena, incastrare una donna con il suo amante e scoprire dove si nasconde l’enigmatico passero rosso.

I luoghi. La storia si dipana partendo dall’ufficio di Nick, attraverso le vie di Los Angeles, negli infiniti chilometri percorsi da un luogo all’altro, gli ambienti di Hollywood e l’infinita sequela di bar in cui Nick, come Bukowski, si ferma a bere e a trovare guai e informazioni. Tutto è descritto tra realtà e follia, tra possibile e immaginario. Ogni luogo è una particella di Los Angeles, ogni particella è divisa da un’altra dagli spostamenti in macchina e tutto sembra galleggiare insieme senza continuità.

Il tempo. Il tempo della narrazione è dettato dal flusso di pensieri di Belane, è discontinuo, altalenante. I momenti sono spesso tagliati, interrotti, la noia e la svogliatezza del protagonista dettano il tempo, tra una bevuta e l’altra, tra un capitoletto e l’altro. Tutto determinato dal tintinnio dei bicchieri e dalla comparsa delle bottiglie.

Il libro porta la dedica “la cattiva scrittura” ed, in effetti, si muove irridendo i cliché del giallo e del thriller. Nick Belane è un investigatore privato filtrato attraverso la personalità di Bukowski stesso. Qua e là, nascoste nella derisione del genere, si celano le toccate e i colpi di penna caratteristici di Bukowski. Osservazioni acute e irriverenti, riflessioni spettinate e ciniche, quasi fuori luogo nella bocca dell’investigatore privato. Questi sono i momenti in cui Charles si sostituisce a Nick, in cui l’ubriachezza dell’uno si rispecchia nella filosofia da beone dell’altro, quelli in cui ci si affeziona al vecchio e sboccato investigautore. Il racconto è molto particolare, va, decisamente, letto nell’ottica della dedica, che direziona la lettura e la rende piacevole. Il libro è da leggere, l’ultimo lavoro del grande autore, pubblicato nell’anno della morte. Molti critici vi riconoscono il suo testamento letterario, anche se ritengo che un’etichetta del genere la meriterebbero di più “Le Storie di Ordinaria Follia”, ma, in finale: “A volte le cose sono proprio come sembrano, ecco tutto.” e, forse, tutto il libro è solo l’ultima presa in giro del vecchio Charles, del suo genio e della sua ubriachezza.

Recensione pubblicata su: http://lalibreriaimmaginaria.splinder.com/

Un ponte di luce

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“So piteously the lonely soul of man
Shudders before this universal plan,
So grievous is the burden and the pain,
So heavy weighs the long, material chain
From cause to cause, too merciless for hate,
The nightmare march of unrelenting fate,
I think that he must die thereof unless
Ever and again across the dreariness
There came a sudden glimpse of spirit faces,
A fragrant breath to tell of flowery places
And wider oceans, breaking on the shore
From which the hearts of men are always sore.
It lies beyond endeavour; neither prayer
Nor fasting, nor much wisdom winneth there,
Seeing how many prophets and wise men
Have sought for it and still returned again
With hope undone. But only the strange power
Of unsought Beauty in some casual hour
Can build a bridge of light or sound or form
To lead you out of all this strife and storm;
When of some beauty we are grown a part
Till from its very glory’s midmost heart
Out leaps a sudden beam of larger light
Into our souls. All things are seen aright
Amid the blinding pillar of its gold,
Seven times more true than what for truth we hold
In vulgar hours. The miracle is done
And for one little moment we are one
With the eternal stream of loveliness
That flows so calm, aloft from all distress
Yet leaps and lives around us as a fire
Making us faint with overstrong desire
To sport and swim for ever in its deep—
Only a moment.

O! but we shall keep

Our vision still. One moment was enough,
We know we are not made of mortal stuff.
And we can bear all trials that come after,
The hate of men and the fool’s loud bestial laughter
And Nature’s rule and cruelties unclean,
For we have seen the Glory—we have seen.”

Dungeon Grates, C.S. Lewis

Facciamoci una Risata – Rassegna Teatrale

Atto unico in due atti,

19 Febbraio 2009 – Primo spettacolo della rassegna

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“Io voglio vivere” di A. Avercenko
“Il risveglio” di Dario Fo e Franca Rame

Recitano: Lucrezia Coletti, Marta Lapiana, Martina Malfitana