Urbe et Erbe – Giardino Botanico, scalone monumentale

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(Vedi manifestazione Urbe et Erbe)

“Se però nel detto ordine delle cose terrestri, considerando la perfezione di ciascheduna specie in modo comparativo, […] E di questi farne il sommo grado della scala, cioè della perfezione comparativamente considerata, come quelli che forse sono per natura i più disposti a conseguire la propria particolare e relativa felicità, e conservarla. Da questi in poi sempre discendendo giù giù per gli esseri più organizzati sensibili e conformabili, porre nell’ultimo e più basso grado dell’altra parte della scala l’uomo, come il più organizzato, sensibile, e conformabile degli esseri terrestri.

Discorrendo in questo modo, e raddoppiando o ripiegando così la scala, troveremmo che l’uomo è veramente nella estremità non della perfezione (come ci parrebbe se facessimo una scala sola o semplice e retta), ma della imperfezione; e in una estremità più bassa ancora di quella che è dall’altra parte della scala. Perocchè dalla comparativa imperfezione degli esseri posti in quel grado, non ne segue ai medesimi alcuna infelicità laddove all’uomo grandissima.”

Giacomo Leopardi, Zibaldone – pagine 2899-2900

Pronti al via per ricominciare l’ascesa dello scalone e per la conquista di nuove vette.

Notte della ricerca – Osservatorio astronomico Monte Mario

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“Non era vinto ancora Montemalo
dal vostro Uccellatoio, che, com’ è vinto
nel montar sù, così sarà nel calo.”

Dante Alighieri, Commedia, Paradiso XV 108-111

Nella foto la torre, sita nella base militare adiacente all’oservatorio di Monte Mario (Roma), dove è segnato il primo meridiano dell’Italia. Possedendo l’Italia dall’estremo est a quello ovest un’ora di fuso orario si scelse questo sito come riferimento e punto medio  tramite il cui determinare l’ora italiana. In questo modo quando è mezzo giorno su questa torre è mezzogiorno in tutta Italia. Un bel segno di un unità che viene ogni giorno depauperata e irrisa.

La notte dei ricercatori si è dimostrata anche quest’anno un bel evento a cui partecipare, una bella boccata di aria sana nello sfacelo culturale di questi tempi.

Piangi, che ben hai donde, Italia mia.

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“O patria mia, vedo le mura e gli archi
E le colonne e i simulacri e l’erme
Torri degli avi nostri,
Ma la gloria non vedo,
Non vedo il lauro e il ferro ond’eran carchi
I nostri padri antichi. Or fatta inerme,
Nuda la fronte e nudo il petto mostri.
Oimè quante ferite,
Che lividor, che sangue! oh qual ti veggio,
Formosissima donna! Io chiedo al cielo
E al mondo: dite dite;
Chi la ridusse a tale? E questo è peggio,
Che di catene ha carche ambe le braccia;
Sì che sparte le chiome e senza velo
Siede in terra negletta e sconsolata,
Nascondendo la faccia
Tra le ginocchia, e piange.
Piangi, che ben hai donde, Italia mia,
Le genti a vincer nata
E nella fausta sorte e nella ria.”

All’Italia, Giacomo Leopardi

Articoli da leggere assolutamente.

Ancora alla ricerca del deserto perduto

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“La domenica delle salme
nessuno si fece male
tutti a seguire il feretro
del defunto ideale
la domenica delle salme
si sentiva cantare
-quant’è bella giovinezza
non vogliamo più invecchiare –”

La domenica delle salme, Fabrizio De André

Sempre alla ricerca del deserto perduto, attraversando terre desolate di perduti ideali…