Grecanica! – Paleariza – Chora tu vua

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La traccia principale di quest’anno è dedicata agli antichi strumenti calabro-greci e al sonu a ballu. Si tratta come sempre di un’occasione da non perdere per gli amanti del suono più usu anticu. A seguire, come oramai consuetudine, il Ballu di lu Camiddu a cura di Mimmo Vazzana accompagnato dalla Banda di Bova. Serata in collaborazione con il Museo dello Strumento Musicale di Reggio Calabria.

Nella foto c’è Leone Romeo che all’augusta età di 97 anni si lancia nella musica col suo tamburello. Questo simpatico, geniale, coinvolgente signore ha compiuto, prima di iniziare a suonare, una cavalcata della storia italiana, una rivisitazione dei suoi momenti, di cosa vuol dire essere italiani, guidandoci in una meditazione sullo smantellamento dello stato che stiamo vivendo. Come ha fatto  lui questa sera voglio ricordare una terzina della Commedia di Dante che rievocata in quel momento, con quell’enfasi e quel coinvolgimento mi ha trasmesso un brivido. Una scarica che è partita dalla spina dorsale fino a farmi drizzare i capelli in testa.

“Or ti piaccia gradir la sua venuta:
libertà va cercando, ch’è sì cara,
come sa chi per lei vita rifiuta.”

Commedia, Purgatorio, Canto Primo, vv. 70-72.

Ecco una lezione sulla libertà che, di questi tempi, non va dimenticata.

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