Marzouk Ensemble – Palizzi Superiore

[singlepic id=78 w=304 h=406 float=center]

Segue il sontuoso suono mediterraneo di Marzouk Ensemble. Il gruppo guidato dal virtuoso polistrumentista tunisino Marzouk Mejri presenta un affascinante incrocio fra la musica malouf e le nuove composizioni, fra l’ancestrale suono della mezzoued e timbriche che ricordano il rai.

Un ensemble di virtuosi che ha movimentato la serata portando gli ascoltatori a fare un viaggio sulle acque del Mediterrano. Un ritmo travolgente e appassionante. Un rinnovato esempio di cosa accade quando le culture si mischiano e le suggestioni di altre terre ci trascinano lontano e ci portano un poco più in alto.

Alla ricerca del deserto perduto (Pentedattilo)

[singlepic id=77 w=405 h=304 float=center]

“Sulle sabbie del deserto come sulle acque degli oceani non è possibile soggiornare, mettere radici, abitare, vivere stabilmente. Nel deserto come nell’oceano bisogna continuamente muoversi, e così lasciare che il vento, il vero padrone di queste immensità, cancelli ogni traccia del nostro passaggio, renda di nuovo le distese d’acqua o di sabbia, vergini e inviolate.”

Alberto Moravia

Campagna di riscoperta del deserto, del suo valore, della sua necessità.

Addio Fernanda Pivano!

[singlepic id=76 w=230 h=265 float=center]

“Se dobbiamo avere dei segreti, lascia che a me restino segreti almeno i pensieri.”

Fernanda Pivano, La mia kasbah

“Se ho sbagliato perdonatemi: i sogni sono quasi sempre sbagliati, mi dicono. Eppure io non riesco a dimenticare la lezione forse più importante che mi ha dato il mio indimenticabile maestro Ernest Hemingway: “Ho fatto una pace separata”.

Fernanda Pivano

Un addio a chi mi ha condotto nella lettura di Hemingway, Masters e dei poeti della Beat Generation.

Link:

Grecanica! – Paleariza – Chora tu vua

[singlepic id=75 w=405 h=304 float=center]

La traccia principale di quest’anno è dedicata agli antichi strumenti calabro-greci e al sonu a ballu. Si tratta come sempre di un’occasione da non perdere per gli amanti del suono più usu anticu. A seguire, come oramai consuetudine, il Ballu di lu Camiddu a cura di Mimmo Vazzana accompagnato dalla Banda di Bova. Serata in collaborazione con il Museo dello Strumento Musicale di Reggio Calabria.

Nella foto c’è Leone Romeo che all’augusta età di 97 anni si lancia nella musica col suo tamburello. Questo simpatico, geniale, coinvolgente signore ha compiuto, prima di iniziare a suonare, una cavalcata della storia italiana, una rivisitazione dei suoi momenti, di cosa vuol dire essere italiani, guidandoci in una meditazione sullo smantellamento dello stato che stiamo vivendo. Come ha fatto  lui questa sera voglio ricordare una terzina della Commedia di Dante che rievocata in quel momento, con quell’enfasi e quel coinvolgimento mi ha trasmesso un brivido. Una scarica che è partita dalla spina dorsale fino a farmi drizzare i capelli in testa.

“Or ti piaccia gradir la sua venuta:
libertà va cercando, ch’è sì cara,
come sa chi per lei vita rifiuta.”

Commedia, Purgatorio, Canto Primo, vv. 70-72.

Ecco una lezione sulla libertà che, di questi tempi, non va dimenticata.

Link utili: